Chiusa una porta...
E' così che recita il proverbio?
Lo spero. Spero che accada, insomma, perchè oggi per me si è chiusa la porta del Centro dove ho fatto il tirocinio.
Il nostro responsabile ha deciso che la mia permanenza lì terminerà il 23 Dicembre, in concomitanza con le vacanze di Natale, dunque.
Ovviamente sono triste, ovviamente sto piangendo, sono dispiaciuta, spaventata.
Non so cosa farò, dopo.
Quantomeno quello era un bozzo, in cui avevo capito (non dico imparato ma quasi) a muovermi.
Mi sono affezionata ai pazienti, l'idea di non ritornare in quella folle routine mi fa male, davvero.
Mi piace(va) quello che faccio (facevo?) lì, è quello che vorrei fare.
Ma a quanto pare - per lui - ci sono cose che devo sistemare nella mia persona prima di poter riprendere questo cammino.
Devo abbassare le mie difese, lasciare uscire quella che lui definisce "emozionalità ricca" che ora è ben nascosta dietro ad una "maschera di cera paralizzante", dietro ad un "riccio".
Sono solo d'accordo in parte con ciò che mi è stato detto.
Ho da obiettare che tutto questo è stato desunto da segnalazioni indirette, che lui ha scambiato la mia relazione per quella di un altro e viceversa, indi per cui questo giudizio lascia il tempo che trova.
E me ne faccio un baffo del fatto che lui abbia detto che la stoffa c'è, le qualità ci sono indubbiamente, quello da mettere a posto è la mia barriera.
Perchè permane quantomeno il senso che qualcuno abbia fatto ostruzionismo, abbia dato il suo parere, abbia fatto pesare il suo giudizio. Giudizio basato su un attimo, perchè solo un attimo abbiamo trascorso assieme, io e quella persona.
Chiaramente potrebbe questo sembrare lo sfogo di una persona ferita.
Lo sono, non dico di no.
Ma non avevo vincoli, lì: non ero pagata, non ero assunta, come ho scritto giorni fa, ero ferma lì in attesa.
E sono davvero convinta di aver imparato tanto tantissimo, di essermi messa in gioco, di essermi come faccio sempre impegnata.
Tante cose di me lì dentro non sono state capite, forse neanche prese in considerazione, forse appunto da me solo timidamente mostrate.
Ma ciò che conta è il fatto che ora, bisogna andare avanti, con consapevolezza.
Altrimenti non avrebbe senso.




