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Fatina

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Nov. 26th, 2009

Chiusa una porta...

... si apre un portone?
E' così che recita il proverbio?
Lo spero. Spero che accada, insomma, perchè oggi per me si è chiusa la porta del Centro dove ho fatto il tirocinio.
Il nostro responsabile ha deciso che la mia permanenza lì terminerà il 23 Dicembre, in concomitanza con le vacanze di Natale, dunque.
Ovviamente sono triste, ovviamente sto piangendo, sono dispiaciuta, spaventata.
Non so cosa farò, dopo.
Quantomeno quello era un bozzo, in cui avevo capito (non dico imparato ma quasi) a muovermi.
Mi sono affezionata ai pazienti, l'idea di non ritornare in quella folle routine mi fa male, davvero.
Mi piace(va) quello che faccio (facevo?) lì, è quello che vorrei fare.
Ma a quanto pare - per lui - ci sono cose che devo sistemare nella mia persona prima di poter riprendere questo cammino.
Devo abbassare le mie difese, lasciare uscire quella che lui definisce "emozionalità ricca" che ora è ben nascosta dietro ad una "maschera di cera paralizzante", dietro ad un "riccio".
Sono solo d'accordo in parte con ciò che mi è stato detto.
Ho da obiettare che tutto questo è stato desunto da segnalazioni indirette, che lui ha scambiato la mia relazione per quella di un altro e viceversa, indi per cui questo giudizio lascia il tempo che trova.
E me ne faccio un baffo del fatto che lui abbia detto che la stoffa c'è, le qualità ci sono indubbiamente, quello da mettere a posto è la mia barriera.
Perchè permane quantomeno il senso che qualcuno abbia fatto ostruzionismo, abbia dato il suo parere, abbia fatto pesare il suo giudizio. Giudizio basato su un attimo, perchè solo un attimo abbiamo trascorso assieme, io e quella persona.
Chiaramente potrebbe questo sembrare lo sfogo di una persona ferita.
Lo sono, non dico di no.
Ma non avevo vincoli, lì: non ero pagata, non ero assunta, come ho scritto giorni fa, ero ferma lì in attesa.
E sono davvero convinta di aver imparato tanto tantissimo, di essermi messa in gioco, di essermi come faccio sempre impegnata.
Tante cose di me lì dentro non sono state capite, forse neanche prese in considerazione, forse appunto da me solo timidamente mostrate.
Ma ciò che conta è il fatto che ora, bisogna andare avanti, con consapevolezza.
Altrimenti non avrebbe senso.

Nov. 22nd, 2009

(no subject)

Ormai aggiorno questo LJ con davvero poca costanza, ma non l'ho abbandonato!
Sono molto legata a questo diario virtuale e per quanto lo possa trascurare non ho alcuna intenzione di lasciarlo ;)
Semplicemente mi sono buttata nel Project 365 con entusiasmo e a volte lascio parlare le immagini a scapito dei pensieri.

Ma poi accade, come oggi, che sento il bisogno di scrivere, di svuotare, di ripensare, di ri-leggermi, dentro e fuori.
E così condenso sensazioni, pensieri, umori. Eccoveli in ordine sparso )

I know I'll get by!

Nov. 4th, 2009

Io e la mia big Nonna

I miei sono partiti per le Marche, non per vacanze ma per vendere la nostra amata roulotte, ormai inutilizzata da un paio di anni.
E' una parte di vita di tutti noi che viene abbandonata, che cambia, che si trasforma.
Io per impegni lavorativi sono rimasta qui, con la mia nonna, che ha sempre vissuto con me.
Era dal mio ultimo anno di Liceo che non mi capitava di pranzare da sola con mia nonna, senza nessun altro in famiglia, e di stare un intero giorno con lei.
Io adoro mia nonna, è la persona migliore che conosco e la persona a cui vorrei assomigliare. E' forte, gentile, intelligente, socievole, buona, acuta, decisa.
E oggi, mentre lei riposava e io preparavo il pranzo per entrambe, ho pensato a quante inuumerevoli volte lei invece ha preparato per me il pranzo mentre ero a scuola, mentre ero in giro, mentre ero in palestra. A come in questi anni io sia cresciuta e lei stia rimpicciolendo in statura, a come alcuni suoi ricordi se ne vadano, ma MAI quelli che mi riguardano.
E oggi mentre mangiavo con lei ho pensato che i ruoli si sono davvero invertiti: sono io che la chiamo a tavola, io che lavo i piatti, io che sparecchio.
Ma in effetti, nonostante tutto questo, è ancora lei la più grande tra le due :)

Nov. 3rd, 2009

Lacrime

Gocce di dolore che stillano pian piano, silenziose, leggere e al contempo pesantissime.
Ci sono errori che non si possono riparare?
Ci sono strade che una volta imboccate non svoltano mai?
Per ora cala la notte, e non so se al risveglio ci sarà nuovamente la pioggia, o il sole.

Oct. 20th, 2009

L'influenza A è una normale influenza

E fin qui, ci siamo.
Nel senso che come slogan mi piace: non è allarmistico, è breve, conciso, chiaro. Mi da sicurezza. Funziona.
Ma Topo Gigio NO.

Al di là dell'anacronismo spinto di questo personaggio (che non ho mai amato)... perchè non scegliere Geronimo Stilton? Sicuramente più attuale e anche con una faccia leggermente più dotta rispetto a Topo Gigio Oo
Poi: è caotico come spot! Io, personalmente, alla fine della campagna non ricordo neanche quale sia la prima regola per evitare l'influenza (nonostante le abbia imparate a memoria).
Troppe informazioni, troppo caos.
Niente punti, troppo oggetti sul palcoscenico.
In una sola parola: orribile!

Oct. 8th, 2009

Heart breaking

Che rumore fa un cranio che si schianta duramente contro il muro grigio della realtà?
In quanti frammenti può spezzarsi un cuore quando giunge un giudizio?
Quanto può fare male un'anima graffiata da una proposta che non capisce, che non desidera, che non vuole?

Come faccio adesso a rialzarmi dopo ciò che mi è stato proposto? In poche parole sono stati concretizzati tutti i miei timori, tutte le mie sofferenze, come un'onda sporca che ti travolge e ti soffoca. Tutto, tutto, tutto il nero pece addosso ai miei colori, soffocandoli. Tutto il nero pece addosso, senza possibilità di scampo.
Solo un patetico presagio, un minuscolo grigio presentimento.
Non capisco se ciò che mi è stato detto è stato detto per il mio bene, frutto di una visione di insieme, o se è semplicemente una decisione dettata dalla rabbia per un mio gesto inconsapevole.
Sul mio lavoro non si può non essere sempre presenti, sempre consapevoli, sempre costantemente attenti a qualunque gesto, a qualunque parola, persino a qualunque pensiero. Ma non credo che questa sia la soluzione per un mio errore, per una mia fatica, per una mia difficoltà, per un mio dolore.
No, non credo che quella che mi è stata mostrata sia l'uscita, niente affatto. Casomai la porta sul retro.

Sep. 12th, 2009

A 365 photos year

Ecco qui il mio nuovo progetto folle: scattare 365 foto per un anno, una ogni giorno, per documentare la mia vita e per migliorare la mia tecnica fotografica (o tentare di :) ).

L'arte di perdere le cose

Sep. 11th, 2009

Human design



Ieri sono stata all'inagurazione di un negozio di Home and non-so-che-altro design, a 200 m da dove lavoro.
Scritto così, suona tutto molto pomposo e alla moda, ma - ovviamente - è stato tutt'altro ;) Mi sono limitata a mischiarmi tra la folla che ha preso d'assalto il piccolo negozio, e questa è stata la mia fortuna, perchè mi ha dato modo di appuntare alcune osservazioni che mi piacerebbe condividere.

You're so vain )

Magari torno ;)

Aug. 30th, 2009

Hai fatto i compiti?



Stamattina, lanciando uno sguardo fuori dalla finestra ho visto un cielo meravigliosamente plumbeo e la mia pelle è stata accarezzata da un vento che - abituata alle temperature nostrane e della Sicilia - mi è apparso freddo.
E allora ho capito che l'estate è finita, per quanto io mi illuda di prolungarla e per quanto desidererei pensare che possa durare almeno un altro mese.

Come è andata la prima estate da non studente )

PS: Per le foto, as usual, o Flickr o Facebook :)

Jul. 31st, 2009

Looking ahead

Quando l'Ari mi ha proposto - d’emblée - di iscriverci all'Advanced (CAE), il livello superiore del First della scala di Cambridge, sono rimasta un pò perplessa.
Non sapevo cosa stavo facendo nella vita (non che ora lo sappia), avrei dovuto cominciare un tirocinio che era un enigma, ero spaventata dalla mole di lavoro che mi sarebbe toccata, erano 5 anni che non toccavo una grammatica inglese, che parlavo inglese solo per scrivere email e chiedere indicazioni stradali, però mi sono buttata.
In fondo l'avevo promesso, non solo a lei, ma anche a me stessa che avrei avuto in tasca - entro la fine dell'Università - quel Certificato.

E COSI' E' STATO!

Quando ho letto sul sito del British alla voce Candidate number xyz: PASSED, mi sono messa a fare la ola. Non che in fondo non lo sapessi, ma un pò temevo a dire il vero.
Diciamocelo chiaro e tondo: me l'han fatto passare con un calcio nel culo, ma voglio dire, mi sono preparata in neanche due mesi, dopo lunghi anni di digiuno dall'inglese e - soprattutto - mentre lavoravo. Per cui non mi posso lamentare.
Ovvio che mi sto lamentando, non sono soddisfatta di questo risultato risicato, ma nessuno mai nella vita mi andrà a chiedere con quale lettera ho superato questa Certificazione. In fondo o ce l'hai o non ce l'hai, si sa che gli Inglesi sono molto secchi e binari: o sei in o sei out, non c'è tanto da discutere.
Per questa volta, sono IN.

E poi, in fondo, ad una certa età bisogna smetterla di essere schizzinosi con se stessi, o no?

Jul. 27th, 2009

Sogno di una notte di mezza estate

Grazie davvero, a tutti coloro che hanno condiviso con me una serata (e una notte) di mezza estate, facendomi ridere, facendomi ballare, facendomi sentire amata, facendomi divertire.
Grazie a chi ha diviso il campo da tennis con me e ha riso a squarciagola quando non ho ripreso una palla nelle linee del corridoio gridando: "Fuori!" perchè sono abituata a giocare i singoli e non i doppi.
A chi non ha avuto niente da obiettare quando ho proposto di prendere un pallone e - dopo cena alle 23 - di metterci in un prato a giocare, io con le mie espadrillas alte 10 cm.
A chi ha apprezzato il mio grido del guerriero: "La prendo io, la palla! Col piede!" (e in effetti l'ho ripresa).
Grazie anche a chi non ha pensato male di me, e anzi ha riso molto, quando con un palloncino in mano ho picchiettato sulla testa di Uccio e ho dichiarato: "Io ti nomino... ciccione!".
A chi mi ha fatta volteggiare sulla pista da ballo scivolosa e piena di agguerritissimi vecchi, a chi non s'è scoraggiato vedendo quanto poco senso del ritmo ho, a chi mi ha salvata da un vecchio che mi stava insegnando la quadriglia (ma l'ho imparata), a chi ha ballato con me un movimento sexy, soprattutto a chi - inaspettatamente - mi ha stretta per un lento e mi ha preso le mani per una baciata.
Grazie a chi si è seduto accanto a me, stretti su una panca, a chi ha sopportato con stupore il fatto che i miei amici si moltiplicassero man mano.

Grazie perchè ho amato molto questa serata, che mi rimarrà nel cuore, perchè mi è sembrato che tutti ridessero col cuore.
Mi piace da morire quando le cose riescono bene, e riescono con una facilità inaspettata, con la sola voglia di stare assieme, di divertirsi, di conoscersi, di viversi.

Jul. 16th, 2009

Tic tac

Così, giusto per informarvi, una settimana fa ho acquistato questo orologino :D



Il mio colore non è proprio quello, ma non lo trovo nè sul sito della Plastichic, nè su quello della Imazine, per cui vi toccherà immaginarlo: è leggermente più fuxia, ma non acceso, proprio un bel colore a mio avviso.
Questo orologino, dice la pubblicità, aiuta a riequilibrare l'organismo perchè attira Ioni negativi Oo non l'ho preso ovviamente per questa regione, bensì perchè è privo di "cuciture" (non saprei che altro termine usare :p), è leggerissimo (non sembra di averlo al polso), è coloratissimo (w l'estate!) e qui da noi sta un pò spopolando. Potevo io essere da meno? Ovviamente NO :p
C'è da dire che da noi sta più che altro prendendo piede il TooLate, che però non mi piace: è un mammozzone unico gigante, questo mi sembra più grazioso. Inoltre il prezzo mi ha assolutamente convinta: 17,50€. Io l'ho trovato a 15€ dietro casa mia (il bello di vivere in periferia, tiè!).
Non dico di cambiarne uno per ogni occasione o vestito, ma insomma, quasi... ;)

Jul. 13th, 2009

Spot

Un breve post per sponsorizzare un blog appena nato sulla rete, ma che sicuramente farà discutere, a partire dal sottotitolo: Pensa se l'avesse fatto Berluconi .
E' il blog in cui Uccio ha deciso di dire la sua, al di là della propria bandiera politica, per cercare di riportare un giusto equilibrio in merito all'informazione che circola in Italia.

Io lo sponsorizzo perchè così faccio coi blog dei miei amici, figuriamoci se non lo faccio con quello del mio fiancè ;)
Non entro nel merito politico del blog, il voto è segreto e per me tale deve restare. Auguro un grosso in bocca al lupo al blog, che non avrà vita facile perchè è troppo semplice fraintendere il senso del blog e ridurlo ad un braccio di ferro tra "destra e sinistra".

Jul. 7th, 2009

Ti estin?

Cos'è questo? E' una delle domande che forse nella vita ci capiterà di pronunciare più spesso. Per fortuna, mi verrebbe da dire, perchè è la domanda della curiosità, che ci spinge ad esplorare, esplorarci, vivere.

Oggi mia cugina mi ha aggiunta su Facebook. Di primo acchito manco avevo riconosciuto il suo nome, storpiato, con l'aggiunta di un'H che fa tanto starletta di B-movie. Per un lungo istante ho pensato: Oddio. Non perchè abbia qualcosa contro di lei, ma nonostante sia mia cugina, non la vedo mai e le poche volte che la vedo non mi parla. Se non a scatti, se non di cose prive di logica o senso (per me). Siamo due mondi opposti, o forse vicini, chi può dirlo? La conosco talmente poco.
Io vengo sempre portata da sua madre come un modello, un eterno confronto, un granitico mostro contro cui non si può fare altro che perdere, perdere, perdere. Come ci si può affezionare ad un essere mitologico? Semplice, non si può. Soprattutto se l'essere mitologico brilla per ciò che tu non hai, o per ciò di cui a te interessa poco o niente.
Anche lei, però, viene venduta da mia mamma come granitico modello per me irraggiungibile. Un triste modello di bellezza. Che cosa sterile e triste i confronti.
Ma questa è un'altra storia, di cui si occuperà - forse - il mio psicoterapeuta ;)

Questo post per dire che è davvero triste che mia cugina ora frughi nella mia vita attraverso Facebook; altrettanto triste che io sbirci la sua dallo schermo di un computer.
Ma mentre l'aggiungevo tra i miei contatti ho pensato che oltre ad essere triste, tutto questo, sarà anche un'occasione. Un'occasione di rispondere, magari un pò, magari un pò poco, alla fatidica domanda.
Ti estin?

Che cos'è questo?

Jun. 27th, 2009

Trying hard

Com'è difficile, ma bello, quello che faccio.
Ok, lo faccio gratis al momento, ma questo non sciupa la bellezza di ciò che faccio, nè ne attutisce la sia difficoltà.
Non so se quello che faccio è quello che so davvero fare, temo non sia la mia strada, ho il terrore di scoprire che serva un quid che non ho e che non si può imparare. Come il talento di scrivere, di fotografare, di cucinare... tanti libri e parole sono spese sulla tecnica, ma è dannatamente inutile: se uno lo sa fare, se ce l'ha nel sangue, la differenza si coglie. Si coglie sempre.
Ed è sacrosanto che non tutti siamo in grado di fare tutto. Per fortuna che il limite esiste, che la realtà esiste.
Nonostante i miei timori, le mie fatiche, i miei errori (che riconosco), mi piace quello che faccio.

E voglio imparare a farlo sempre meglio

Jun. 23rd, 2009

Serendipità



Bè, quando ti riesce uno scatto del genere significa che sicuramente è una buona giornata. Decisamente buona.
O che finalmente hai imparato ad usare la sequenza: "dimensione reale della foto" - "ritaglia" - "cornice".
Ma in fondo, forse, è lo stesso :)

E per chi non lo sapesse )

Jun. 21st, 2009

Sadness

Che brutta la sensazione di deludere se stessi.
Di non essere all'altezza di ciò che si credeva. Non riuscire ad accontentarsi di ciò che si è fatto, perchè non è stato portato a termine come si sperava o come si pensava.
Una brutta sensazione, tanto quanto la sensazione di impotenza e di pesantezza che ti circonda quando vorresti fare qualcosa ma nessuno ti viene incontro per alleggerire questa incombenza.

Non sopporto questa frustrazione, mi da proprio fastidio, non la so gestire e poi contagia tutto, i miei colori, i miei entusiasmi, i miei affetti. Mi getta in un grigiore dell'anima che male sopporto, mi chiudo nei miei pensieri, mi ci barrico dentro e rendo asettica la mia anima tanto da arrivare a non sentire altro che disappunto.

Odio, odio profondamente questo sentimento di impotenza, di delusione, di blocco. Come se mi sentissi infangata, come se il grigio mi si fosse appiccato addosso e io non riuscissi a trovare il diluente adatto per lavarlo via e trovare il mio colore pastello che tanto amo.

Oggi va così, e tanto basta per rovinarmi la domenica.
Spero non l'intera settimana.

Jun. 16th, 2009

Paris Souvenir



Post più che altro celebrativo dei souvenir che Uccio mi ha portato da Parigi, una città che non amo molto ma che forse dovrei rivalutare. Spero di poterlo fare a breve ;)

Una piccola introduzione: Pierre Hermè è una sorta di guru, come a dire il Gustò di Ratatouille (ma poi, Gustò era il cuoco grasso ma buono, o il critico secco e cattivo? Ecco, io intendo dire il cuoco buono), un pò IL pasticcere per eccellenza, il genio, etc etc.
Prima dei suoi macarons non avevo mai assaggiato questi dolcetti colorati, a quanto pare tipici della Francia. Per cui posso solo parlare riguardo a quelli di PH e devo dire che bè vale proprio la pena di provarli, se non altro per capire se le cifre stratosferiche che ti chiedono siano giustificate o meno. 3 euro circa al pezzo, una sorta di bacio di dama come dimensioni e aspetto (non come sapore).

Le fotine che vedrete sono state scattate con Reflex, che tuttora non mi obbedisce come vorrei, ma del resto, poverina, forse sono io che le chiedo di fare cose che oggettivamente non si possono fare. Di 40 foto scattate ne ho tenute buone meno della metà, ho fatto molti errori di luce mi rendo conto, e di bilanciamento. Tutta colpa della mia dannata impazienza, a quanto pare scattare una bella foto è questione di ragionamento, tempo, e pazienza. Almeno le prime volte, i primi tempi.
Un grande risultato, però, l'ho raggiunto grazie a Picnik, visto che io sono incapace di usare Photoshop e/o The Gimp :p è un bel sito, mi piace molto la grafica, è accattivante nel suo slang giovanile e soprattutto è semplicissimo da usare! Non vi sto a raccontare con quale orgoglio ho ammirato - finalmente - le mie piccole fotine incorniciate! Io non sono molto per il photoshoppaggio spinto, secondo me una bella foto è tale senza modifiche. Certo, ci si possono apportare migliorie, ma se la snaturiamo completamente forzandone il significato bè, non so, non sono molto d'accordo.
Per cui le mie foto sono esattamente come le ho scattate, coi loro difetti, semplicemente ho aggiunto un bordino nero, o una scrittina, per renderle un pò più stilose.

+2 )

May. 19th, 2009

Banalmente vero

Il cielo in una stanza

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un'armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell'immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo


Cheers, mate )

May. 17th, 2009

La cognizione del dolore

No, non voglio recensire il romanzo incompiuto di Gadda, che non ho nemmeno letto, vorrei condividere in questo diario virtuale una mia strana visione dell'arte e della poesia.
Mi sono sempre domandata come mai, a me, sono quasi sempre parsi più "valide", quasi più coinvolgenti, tutti quegli scritti dettati da un piccolo dolore, rispetto a quelli dettati da una grande gioia.
Come se la felicità non avesse bisogno di parole, fosse come una fotografia accecante, che si staglia davanti agli occhi e racconta tutto di sè con la propria presenza.

Il dolore, la paura, la tristezza, invece, sono sempre state per me cariche di parole, di figure, di immagini. Sono sempre riuscite a tirare fuori da me quell'aspetto poetico/letterario che ognuno penso nasconda in fondo al cuore. Come se qualcosa di negativo di consentisse di conoscerti quasi meglio, o forse come se le parole funzionassero come un balsamo da spalmare delicatamente sulla ferita per farla bruciare meno.

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